BIOGRAFIA

PABLO AYO

Giornalista, scrittore, ricercatore, docente di informatica, ha collaborato a lungo con alcuni dei più noti studiosi del mistero. I suoi articoli sono apparsi su riviste come Nexus, Stargate Magazine, Notiziario UFO, Dossier Alieni, Extraterrestre, X-Times, Area 51. Le sue ricerche spaziano dalle civiltà sepolte alle nuove frontiere della fisica quantistica e dell’esplorazione spaziale. Per anni ha curato una rubrica sugli avvistamenti UFO nel programma Mistero di Italia 1. É editore del mensile online www.strangedays.it e fondatore del Centro Ricerche Stargard per i fenomeni supernaturali. Vive e lavora a Roma.




Due parole su di me...

Chi sono: sicuramente non un "ufologo" (termine che con il tempo personalmente ho imparato ad aborrire), probabilmente un ricercatore, nel senso più stretto del termine, mi interessa indagare sui misteri e cercare delle soluzioni, o formulare delle teorie (magari sbagliate) che possano in qualche modo aiutare a gettare un pò di luce su quel ginepraio senza inizio nè fine che è l'ufologia.


Iniziai a occuparmi di fenomeni inspiegabili anni fa. Dal 1998 al 2000 lavorai con Maurizio Baiata alle riviste UFO Network, Dossier Alieni e Stargate, poi continuai a compiere ricerche e a scrivere articoli anche su altre riviste come Nexus, Area 51, Mistero Magazine, X-Times e via dicendo. Da anni svolgo una intensa attività di conferenze, letture e convegni in tutta Italia su Oggetti Volanti Non Identificati e intelligenze aliene. Il primo libro di UFO l'ho letto a 12 anni e da allora ho sempre cercato di allargare la mia cultura su argomenti misteriosi del presente e del passato, inclusivamente anche su aeromobili sconosciuti e civiltà scomparse. Mi è stato di grande aiuto lavorare con Maurizio Baiata e Roberto Pinotti, che reputo non solo due grandi professionisti ma anche tra i migliori ufologi a livello globale. Pinotti ha una memoria ferrea e una lucidità di analisi incredibile, frequentarlo mi ha permesso di allargare il mio bagaglio di conoscenze, mentre Baiata mi ha letteralmente insegnato a scrivere in maniera professionale, tanto da permettermi in seguito di tesserarmi giornalista.
Un altro momento di grande crescita per me è stato quello inerente la collaborazione con Sabrina Pieragostini. Caporedattore di Studio Aperto e giornalista di grande levatura, è una donna di fortissima tenacia dotata di una capacità critica e di analisi fuori dalla norma. Grazie a lei ho imparato a scrivere un attacco più incisivo, come verificare le fonti e i documenti, come vanno condotte le interviste, come sintetizzare e rendere al meglio certi concetti. Soprattutto, il giusto atteggiamento mentale da mantenere nello studiare e divulgare questi fenomeni, che deve essere sobrio ed equilibrato, senza mai cedere agli estremi di fanatismo o scetticismo.
Perché m’interesso al problema ET? Forse sarebbe più corretto dire che è stato il problema a interessarsi a me, anche se ritengo che una certa dose di "informazioni oniriche" inerenti esseri extrasistema o comunque a forme di vita differenti dalla nostra siano ormai un patrimonio comune dell'inconscio collettivo mondiale. Rendersi conto sul serio della portata e significato di questi "sogni" è però tutt'altra cosa.

Se Matrix e Neo ci hanno insegnato qualcosa è la spietata differenza tra Percezione e Realtà, due cose ben diverse: ad ogni stato di percezione corrisponde una realtà, e sono tutte vere. Maggiore è la nostra gamma percettiva e più vasta sarà la schiera di mondi visitabili dalla nostra mente. E se qualcuno, o voi stessi, ritiene l'esperienza sogno, illusione o irrealtà, è solo perché è abituato a vivere in un solo mondo, in fondo se andate in vacanza in Tibet o in Marocco, l'anno dopo ricorderete l'esperienza come qualcosa di lontano e "irreale" perché distante dalla vostra vita quotidiana. Ma lo è davvero? I mondi, gli universi, le dimensioni si sfiorano, viaggiano su binari invisibili, in una danza vorticosa di cui siamo inconsapevoli. Ed ogni tanto si toccano, collimano, spezzano quella sottile illusione di continuum spaziotemporale che chiamiamo "realtà". Vediamo luci nel cielo, monaci tibetani che levitano, angeli che ci soccorrono nel momento del pericolo, esseri così diversi da noi da spezzare il fiato, cose magnifiche e terrificanti, che annullano senza fatica quei limiti fisici che per noi pesano come piombo.
Ma come fare a varcare quel limite? Qual'è la strada per Shangri-La o per la mitica Atlantide? Dove troviamo la strada di mattoni gialli che ci porta nel mondo dove tutto è possibile, magari guidati da un coniglio sempre di fretta? Ebbene, quella porta è sempre di fronte a noi, aperta e brillante. Ma per varcarla occorre "a leap of faith", un salto di fede nelle Altre Realtà, nella percezione diversificata, una negazione dell'illusione che chiamiamo realtà concreta e ineluttabile, in definitiva una autentica "Tabula Rasa" percettiva del mondo esistente attorno a noi allo scopo di visualizzarne uno diverso. Come disse Amleto, "potrei chiudermi in un guscio di noce e dichiararmi Re dello spazio infinito", perchè la realtà cambia se cambia la banda di frequenza della nostra percezione. Non ho ricette miracolose, non posso giurarvi che accadrà di sicuro, nè so dirvi come fare o che mezzi usare, ma a volte la magia funziona. Provateci.