venerdì 21 aprile 2017

Antimateria: verso una Nuova Scienza

Forse hanno trovato l'Antimateria: quasi han paura di dirlo, alla NASA e al MIT. Se venisse confermata, sarebbe la notizia del secolo. Se l'Antimateria esiste nel nostro universo allora vuol dire che probabilmente è possibile imbrigliarla e gestirla, contenerla, forse anche usarla per creare una nuova fonte di energia. Elettricità dall'Antimateria? Non servirà più il petrolio per le centrali elettriche, e neppure per le automobili: sarebbe possibile costruire motori di macchine non inquinanti a ZPE, cioè energia punto zero, energia pulita infinita. Oppure astronavi con un drive ad antimateria come abbiamo visto in Star Trek. Viaggi spaziali lunghi e complessi diventerebbero più semplici con un nuovo tipo di tecnologia, specie se scopriamo come trovare l'Antimateria nello spazio, anche nel corso di un viaggio stellare. Certo, sarebbe anche possibile a quel punto concepire armi di distruzione di massa di tale potenza da far impallidire la Bomba Atomica. O strumenti medici capaci di distruggere tessuti infetti o malati grazie a un bombardamento di antiparticelle, senza impatti nocivi per il corpo. Chissà, tutto potrebbe diventare concepibile. Attendiamo con molta, molta attenzione nuove news ed eventuali conferme. Ecco l'articolo originale: 

"Catturati nello Spazio i primi atomi di antimateria"

I primi atomi di antimateria cosmica potrebbero essere stati intrappolati dal cacciatore di materia oscura Ams (Alpha Magnetic Spectrometer) installato dal 2011 all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. L’annuncio, non ancora ufficiale, è stato anticipato dal coordinatore dell’esperimento, il Nobel Samuel Ting, in un convegno organizzato al Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit). Prima di pubblicarli “voglio essere sicuro che i segnali siano genuini”, ha detto Ting a ScienceMag, il sito web della rivista scientifica Science. La scoperta di particelle di anti-elio (atomi identici all'elio 'normale' ma con carica elettrica opposta) potrebbe stravolgere il mondo della cosmologia perché indicherebbe la possibile esistenza nell'universo di intere 'isole' di antimateria che potrebbero essere sopravvissute al Big Bang oppure testimoniare l'esistenza di meccanismi ancora del tutto sconosciuti.
L'ambizioso strumento Ams, nato da una collaborazione internazionale in cui l'Italia è il secondo maggiore contribuente grazie alla partecipazione dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), aveva già dato finora risultati interessanti. Tra le 90 miliardi di particelle cosmiche osservate, 4 o 5 sembrerebbero essere atomi di anti-elio, una forma di materia 'complessa' finora prodotta solo in laboratorio per pochi istanti e mai osservata in natura.
 (Ansa, 21 aprile 2017)