mercoledì 16 maggio 2012

NEWS

LA GRANDE ONDA
Solo un incubo o la profezia di un futuro alle porte?
 La Grande Onda | Pablo Ayo | Armenia Edizioni
448 pgg. - euro 16.50
www.armenia.it

 
La Grande Onda libro di Pablo AyoSe hai sognato un’onda titanica che spazza via la civiltà umana, allora sei uno dei predestinati. Non si tratta di un sogno: è un avvertimento.
Migliaia di persone in tutto il mondo sognano l’arrivo di un’onda di proporzioni colossali che travolge e distrugge palazzi, strade e città, mutando per sempre il nostro modo di vivere. Quello che all’inizio sembrava solo un sogno collettivo si è trasformato, dopo una serie di indagini, in un fenomeno dai contorni sempre più reali e inquietanti. I cambiamenti climatici in atto stanno realmente modificando le caratteristiche ambientali del nostro pianeta, mentre la NASA conferma che, a partire dal 2012, l’attività solare si intensificherà incredibilmente influenzando non solo il clima, ma anche il campo elettromagnetico della Terra, a sua volta collegato misteriosamente con le frequenze elettriche del nostro cervello e del nostro organismo... Le leggende dei Maya, i miti degli Hopi, le inquietanti profezie bibliche e sumere sembrano prendere corpo di fronte alle più recenti scoperte scientifiche e agli incredibili progetti di alcuni governi. Basti citare il Global Seed Vault norvegese, un deposito a prova atomica destinato a preservare tutte le sementi del mondo da un possibile e imprecisato «futuro cataclisma» o la Lunar Ark della NASA, progettata per mettere al riparo sulla Luna tutta la conoscenza scientifica umana assieme a campioni di DNA grazie ai quali ripopolare la terra nel caso di un impatto meteorico.
Il «Sogno dell’Onda», dunque, è forse un estremo avvertimento che giunge da chi sta cercando di preparare l’umanità a un evento drammatico in arrivo, una catarsi planetaria, prima che sia troppo tardi.

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sabato 12 maggio 2012

Il 'mostro' solare si prepara

 Il 'mostro' si sta preparando. La grande macchia solare AR 1476, definita dagli esperti Nasa come un vero e proprio mostro per le sue dimensioni, in questi giorni sta crepitando con una serie di eruzioni solari di media entita' che stanno gia' facendo registrare i primi blackout nelle comunicazioni radio. Al suo interno, pero', cova una enorme quantita' di energia che a breve potrebbe dare vita alle piu' potenti eruzioni solari, quelle di classe X, con effetti ben piu' pesanti anche sul nostro pianeta, che in queste ore sta entrando nella linea di fuoco. La macchia AR 1476, individuata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa, si estende per quasi 160.000 chilometri ed e' visibile anche senza l'ausilio di telescopi solari, soprattutto durante l'alba e il tramonto. Diversi gli astrofili che in queste ore si stanno divertendo a fotografarla, come il torinese Stefano De Rosa, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), che durante l'alba sopra la basilica di Superga ha immortalato il 'mostro solare' in una fotografia che sta facendo il giro del web. In questi giorni la grande macchia sta scaldando i motori con una serie di eruzioni solari di classe M, fenomeni di entita' media la cui influenza si risente soprattutto nelle regioni polari e puo' provocare sia problemi nelle comunicazioni radio sia spettacolari aurore. L'ultima, di classe M5, e' stata registrata giovedi' 10 maggio e ha liberato un bagliore di raggi ultravioletti prontamente registrato dal Solar Dynamics Observatory. L'Agenzia americana per gli oceani e l'atmosfera (Noaa) segnala gia' i primi occasionali blackout nelle comunicazioni radio, e prevede che nelle prossime 24 ore ci sara' una probabilita' pari al 75% di avere altre eruzioni di media entita', e una probabilita' del 20% di avere eruzioni di classe X, le piu' intense, in grado di scatenare tempeste magnetiche capaci di provocare il blackout nelle comunicazioni radio in tutto il pianeta. L'allerta si fa ancora piu' importante dal momento che la macchia si sta muovendo attraverso la superficie solare, e fra poco mettera' la Terra nel suo 'mirino'. Intanto gli astronomi amatoriali stanno trovando diversi modi per ingannare l'attesa. Per esempio Thomas Ashcraft, che vive in New Mexico, ha provato a catturare la 'voce' della macchia solare registrando le forti onde radio corte provenienti dall'esplosione.

venerdì 11 maggio 2012

Infrarossi proteggono da luce forte

Un'esposizione degli occhi ad una tenue luce infrarossa puo' prevenire i danni causati da susseguente esposizione alla luce brillante. La scoperta di ricercatrici del Vision Centre e dell'Australian National University da' speranza alle persone che rischiano perdite di vista per l'esposizione costante a luce solare o artificiale brillante, come lavoratori edili, pescatori, agricoltori, saldatori e gente di spettacolo, scrivono le ricercatrici su Photochemistry and Photobiology.

Vesta, pianeta mancato nato prima della Terra

 Un vero e proprio pianeta mancato, sopravvissuto quasi intatto sin dagli albori della nascita del Sistema Solare, ancor prima della Terra: l'asteroide Vesta racconta il suo “difficile” passato. Un “fossile” astronomico che, grazie ai dati raccolti dalla sonda Dawn e al suo occhio italiano Vir, permette di scattare un'istantanea dei primissimi momenti della nascita di un pianeta e a cui la prestigiosa rivista Science dedica ampio spazio, sei studi con importantissimi contributi di ricercatori italiani. "Vesta risale a 4,5 miliardi di anni fa, prima della formazione della Terra", ha spiegato Maria Cristina De Sanctis, dell'Istituto Nazionale di Astro Fisica (Inaf), autrice di uno degli articoli pubblicati e responsabile inoltre dello spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer), l'occhiò italiano realizzato da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Inaf che viaggia a bordo di Dawn. I dati raccolti su Vesta possono far luce sui primi momenti della formazione del Sistema Solare - L'asteroide, il secondo per grandezza nel nostro sistema, risulta infatti una sorta di embrione di pianeta, rimasto “congelato” nelle sue prime fasi di formazione offrendo così ai ricercatori un'istantanea unica del suo genere dei meccanismi evolutivi del sistema solare. "Vesta ha compiuto i passi tipici che portano alla formazione di pianeta, gli stessi della Terra - ha spiegato ancora la ricercatrice italiana - ma non è arrivato a concludere il suo percorso", non è riuscito infatti a completare l'accrescimento ed è rimasto molto piccolo (solo 530km di diametro), disturbato dalla “ingombrante” presenza gravitazionale di Giove. "Probabilmente sarebbe arrivato a diventare un pianeta simile a Marte". Gli scienziati sperano di comprendere ora i meccanismi di formazione dei pianeti - Su Vesta sono infatti ben identificabili e differenziati un nucleo metallico, il mantello e una crosta superficiale, e proprio la sua grandezza e la presenza di un nucleo ferroso massiccio gli hanno permesso di “sopravvivere” fino ad oggi, resistendo ai numerosi impatti con altri corpi registrati nel tempo. In particolare, le analisi dell'area del polo sud hanno inoltre confermato la dinamica del violento scontro con un altro asteroide, che ha generato uno dei più grandi crateri conosciuti dell'intero sistema solare, la cui datazione è stata corretta. L'impatto sarebbe avvenuto un miliardo di anni fa e gli strumenti di Vir hanno permesso di confermare che i detriti sollevati sono gli stessi che ancora oggi raggiungono periodicamente il nostro pianeta, e che rappresentavano fino a poco fa una delle fonti di informazioni sui meccanismi di formazione dei pianeti.

CNR: gli alieni dietro i fuochi di Canneto di Caronia


Il solo fatto desta curiosità: a partire dal 2004, oltre 300 incendi spontanei si sono sviluppati nel paesino di Canneto di Caronia (Messina). La colpa, secondo un rapporto redatto da esperti e scienziati, sarebbe imputabile agli alieni. Il gruppo di studio, creato dalla Presidenza del Consiglio nel 2005 e coordinato da Francesco Mantegna Venerando, coordinatore regionale del comitato della Protezione Civile siciliana, e composto da tecnici di carabinieri, aeronautica, marina e da un ricercatore della Nasa, dopo 24 mesi di analisi, è arrivato alla conclusione che Canneto di Caronia sia stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata, fasci di microonde ad altissima frequenza. Ma non riconducibili a nulla di naturale. Al primo posto tra le ipotesi presentate dagli esperti c'è la sperimentazione di una misteriosa arma segreta militare, ma subito dietro ci sono gli Ufo. "Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre – si legge nel testo – potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato".A supporto della tesi, i numerosi avvistamenti di extraterrestri concentrati, guarda caso, proprio nella stessa fascia di territorio siciliano, quella di Canneto di Caronia. Nel tempo, e soprattutto da quando gli incendi misteriosi hanno tolto la pace alle famiglie che abitano nella piccola frazione, numerose sono state le testimonianze, a volte corredate di immagini, di chi ha giurato di avere visto oggetti luminosi volanti.