lunedì 16 ottobre 2017

Daphne e la strada che porta alla Verità

Ci sono tre tipi di giornalisti: le marionette, i passacarte e gli eroi. I primi si vendono e dicono quello che gli viene ordinato - anche se sanno che è una menzogna - e lo fanno ben contenti e pagati, fiere marionette del potere. I terzi invece lavorano per far emergere verità spesso scomode, mal pagati e senza mezzi, minacciati, malmenati, insultati e ridicolizzati, arrestati e denunciati. E, quanto tutto questo non basta, vengono uccisi. Perchè la voce che dice la verità è come un fulmine che per un attimo schiarisce il cielo nella notte buia dell'anima, mostrando in un lampo di chiarezza chi sta facendo cosa. Poi ripiomba l'oscurità, e il re nudo manda i suoi sicari a far tacere chi ha fatto luce sui suoi movimenti. In un modo o nell'altro. Così è morta nel 2006 in russia, freddata da un colpo di pistola davanti al suo portone Anna Politkovskaja, che aveva illustrato i sordidi affari mafiosi degli amici di Putin. Così è morto nel 1993 Beppe Alfano che stava smascherando gli intrecci tra cosa nostra e massoneria. Così nel 1994 è morta a Mogadiscio Ilaria Alpi, che stava facendo luce su di un traffico internazionale di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e dislocati in alcuni paesi africani in cambio di tangenti e di armi scambiate coi gruppi politici locali, che avrebbe visto il possibile coinvolgimento di alcuni reparti dei servizi segreti italiani. Così oggi è morta la giornalista Daphne Caruana Galizia, che a Malta aveva scoperto una vasta rete di corruzione.
Mesi fa aveva scoperto uno scandalo di petrolio e tangenti pagate, secondo i documenti pubblicati, dal regime dell'Azerbaijan ai vertici del governo maltese, poi ha svelato come Malta fosse diventata un paradiso dei narcotrafficanti, facendo nomi e cognomi. Infine, ha reso noto che la società panamense Egrant Inc. apparteneva a Michelle Muscat, la moglie del primo ministro, stigmatizzando i rapporti economici offshore tra tale società e il governo dittatoriale dell'Azerbaigian.
Anche Daphne ora è stata messa a tacere, con un autobomba. E tra le le voci dei politici maltesi che si levano indignate da tale barbaria, probabilmente c'é anche quella che ha dato l'ordine per la sua esecuzione. Forse i mandanti non verranno mai fuori, ma dentro di noi sappiamo che quei giornalisti, scomodi e malpagati, sono e saranno le pietre miliari della strada che porta, se non alla giustizia, almeno alla verità. Ed è già tanto.