giovedì 1 giugno 2017

CONFERENZA :: con Pablo Ayo, Gullà, Baiata, Perucchietti, Battistel a S. Stefano Belbo (CN) 3 giugno 2017



CONFERENZA :: con Pablo Ayo, Daniele Gullà, Maurizio Baiata, Enrica Perucchietti, Paolo Battistel a S. Stefano Belbo (CN) 3 giugno 2017, h 15-20, presso il Centro Congressi Culturale -Biblioteca Civica Cesare Pavese (piazzetta della Confraternita 1, S. Stefano Belbo)

lunedì 3 aprile 2017

KARMA :: CORSO con Pablo Ayo a Rivarolo (TO) 23 aprile 2017

Domenica 23 aprile a RIVAROLO (TO) si terrà il mio corso sul KARMA. Quando sembra che tutto sia contro di noi, che i problemi siano irrisolvibili e che le situazioni che ci angosciano si ripetono come un disco rotto, è il momento di capire. L'Universo ci parla in ogni momento, e se impariamo ad ascoltarlo possiamo davvero cambiare le cose e migliorare la qualità della nostra vita. Sembra impossibile ma non lo è, anzi. Basta guardare la realtà con occhi nuovi e leggere i segnali che ci arrivano. Consigliato per tutte le età. Per info: pabloayo@strangedays.it

sabato 25 febbraio 2017

PABLO AYO ALL'ESOTERICA FESTIVAL DI TORINO 2017

Il 17, 18 e 19 marzo 2017 Pablo Ayo sarà presente all'ESOTERICA FESTIVAL di TORINO, presso l'Ex Foro Boario - Piazza Mercato, 10024 Moncalieri - TORINO, dove terrà una conferenza e presenterà i suoi nuovi seminari e i suoi ultimi quadri esoterici. L'autore sarà presente presso lo stand di Cristalloterapia con i suoi libri tutti i giorni della fiera, a partire dal pomeriggio di venerdì 17. Sabato 18 marzo alle 19,00, nella "Sala Conferenze 2", Ayo terrà l’intervento “Visitatori da altri mondi”.


PER INFO, PASS E CONVENZIONI:
Tel. 3493679973 - 3427508911
http://www.festivalesoterismotorino.it

mercoledì 22 febbraio 2017

I SETTE PIANETI DELLA NASA E IL VIAGGIO "INTERSTELLARE" DI CUI NON CI PARLANO




«Abbiamo trovato un vero tesoro nascosto», dicono gli esperti NASA. Sette pianeti delle dimensioni della Terra sono stati rilevati dal telescopio spaziale “Spitzer” dell'Ente Spaziale Americano intorno a una piccola stella nana rossa denominata TRAPPIST-1. Tre di questi pianeti orbitano in una zona ideale per la sua temperatura detta "fascia abitabile". Per 21 giorni il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha misurato il calo di luce della stella quando i pianeti gli passavano davanti, identificando così un totale di sette mondi rocciosi, di cui tre nella zona abitabile, nella quale si potrebbe trovare acqua allo stato liquido. La scoperta è frutto della collaborazione di un grande team internazionale, guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences, technologies and astrophysics research in Belgio, ed è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista Nature. La configurazione particolarmente favorevole del sistema e le ridotte dimensioni della stella hanno permesso uno studio approfondito delle orbite planetarie.
Il sistema dunque risulta formato da almeno sette pianeti: Trappist-1b, c, d, e, f, g, h (in ordine di distanza dalla stella madre). Per i sei con le orbite più strette è stata ottenuta una stima dei periodi orbitali, che risultano compresi tra 1.5 e 12.4 giorni. Le orbite dei sette pianeti sono molto strette, per capirci si trovano quasi tutte comprese entro l’orbita di Mercurio attorno al Sole. Tuttavia, a causa delle dimensioni ridotte di Trappist-1 e della sua bassa temperatura superficiale, i pianeti ricevono un’energia confrontabile con quella che colpisce i pianeti interni del Sistema solare. A livello teorico, tutti e sette i pianeti potrebbero ospitare acqua allo stato liquido sulla loro superficie, anche se, sulla base delle loro distanze dalla stella, alcuni candidati sono più solidi di altri. I modelli indicano infatti che i pianeti più interni (Trappist-1b, c, d) potrebbero essere troppo caldi. Tutti aspetti che rendono ancora più interessante il sistema di Trappist-1, sicuramente uno dei primi candidati per le prossime campagne osservative con i telescopi spaziali Hubble e James Webb, che inizierà le proprie attività scientifiche tra circa un anno. Grazie a telescopi di prossima generazione come il James Webb e lo European Extremely Large Telescope saremo in grado di indagare la presenza di acqua su pianeti extrasolari, e forse anche di identificare quelli che ospitano qualche forma di vita.
La campagna osservativa è stata intensa, e ha sfruttato un gran numero di telescopi terrestri, tra cui il Very Large Telescope in Cile, i telescopi Trappist South e North (rispettivamente in Cile e Marocco), lo Uk Infrared Telescope alle Hawaii, i telescopi William Herschel e Liverpool a La Palma e il telescopio dell’Osservatorio astronomico del Sudafrica. Oltre a queste osservazioni, la campagna ha potuto contare anche sul telescopio spaziale Spitzer della Nasa, che ha monitorato il sistema per circa 20 giorni a partire dal 19 settembre 2016.
Uno sforzo davvero notevole per una ricerca talmente titanica che se ne perde il senso. Il sistema solare definito "vicino" dagli scienziati dista a ben 40 anni luce da noi, nella costellazione dell'Acquario. Come per dire che, potendo viaggiare alla velocità della luce, ci si metterebbe solo 40 anni a raggiungerlo. Peccato però che secondo la Teoria della Relatività la velocità della luce è irraggiungibile, e per ora i nostri razzi, solo con l'aiuto di condizioni gravitazionali favorevoli, riescono a raggiungere talvolta la velocità record di 45 km al secondo. Sicuramente è già una bella corsa, ma per valicare le distanze interstellari ci vuole ben altro. Probabilmente un razzo termico nucleare a ciclo aperto come quello proposto da Carlo Rubbia nel 1998 (il famoso "Progetto 242"), o meglio ancora un'astronave dotata di un autentico motore a curvatura (in stile Star Trek), come quello teorizzato negli anni '90 dal fisico messicano Miguel Alcubierre. Ma per ora questi sono solo progetti teorici.

Eppure, alla NASA sono così eccitati che sembrano debbano partire domani stesso. Guardando i responsabili del progetto nel video, si possono vedere le loro pupille dilatate, i pori allargati, le contrazioni dei muscoli del collo e delle braccia. Sembrano voler dire «cambierà tutto con questo, stiamo scrivendo la storia», ma rimane difficile capire perchè tale tassi di adrenalina siano prodotti dalla scoperta di pianeti su cui forse tra 300 anni metteranno piede i nostri pronipoti.
Eppure, eppure. Qualcuno, tra i corridoi degli informatori ufologici - affollati di buffoni, spergiuri, bufalari, ex agenti dell'intelligence, gole profonde e militari pentiti - parla di un progetto ultra segreto della NASA. Si vocifera di una iniziativa nata in seguito al presunto UFO crash di Roswell e sviluppata meglio in seguito. Il governo USA, dicono in molti, ha già astronavi in grado di viaggiare a curvatura, rendendo pianeti come quelli del sistema solare Trappist 1 davvero "vicini". Alcuni rivelatori (tra cui ricordiamo l'ex hacker britannico Gary McKinnon) sostengono che esista un programma Top Secret chiamato “Solar Warden”, nel novero del quale una task force spaziale americana avrebbe sfruttato le conoscenze tecnologiche desunte dai dischi volanti alieni precipitati per costruire otto astronavi madre a forma di sigaro e 43 navette esplorative più piccole. Tale struttura operativa segreta opererebbe nella Rete Navale degli USA e sotto l'egida del Comando delle Operazioni Spaziali (NNSOC).
Pura follia? Solo leggende metropolitane? Forse. Ma qualcuno ci dovrebbe allora spiegare perché, da qualche anno, l'ente spaziale americano sta spendendo cifre assai ingenti per trovare "pianeti abitabili" per l’uomo. In un articolo del maggio 2016 la NASA affermava di aver identificato oltre 4.302 pianeti potenzialmente abitabili, che in seguito a ulteriori analisi sono stati ridotti a soli 1.284 dotati delle giuste condizioni per ospitare la vita umana. La ricerca di pianeti in cui possano vivere esseri umani è febbrile e sembra motivata da una spinta importante, visti gli investimenti effettuati. Il motivo? Sul nostro bel pianeta siamo sette miliardi di persone, e raggiungeremo quota 8,4 miliardi entro la metà del 2030, per poi toccare quasi i 10 miliardi entro il 2050. Dove mettiamo tutta questa gente? Le risorse già non bastano per tutti: acqua, petrolio, cibo sono rari, e l’inquinamento che produciamo li rende ancora più rari e preziosi. Ed ecco che, se si esclude una guerra termonucleare o un virus apocalittico, la soluzione è li: il Progetto Exodus. Trasferire, grazie a delle astronavi gigantesche, miliardi di persone su altri pianeti. Un po' come preconizzato dal film Interstellar (2014 Warner Bros) che -  caso strano - ha goduto di molti aiuti e supporti da parte della stessa NASA. Quasi come fosse stato concepito per abituare la popolazione mondiale a una futura difficile scelta: rimanere e morire lentamente o partire e colonizzare strani, nuovi mondi. Uno scenario così apocalittico e duro che nessun governo ne parlerebbe mai apertamente. Una situazione tale per cui la scoperta di ben 7 pianeti con acqua – di cui forse 3 abitabili – nello stesso sistema solare, potrebbe davvero essere la notizia che la razza umana in futuro potrà continuare a vivere. In questa ottica, le reazioni emotive dello staff di ricerca della NASA, e anche i soldi spesi per queste missioni, acquisterebbero un senso ben preciso. La mia è solo una teoria, e oggi brindiamo con gli scienziati della NASA alla loro scoperta. Il tempo ci dirà se i nostri sospetti sono fondati o meno, se potremo rimanere qui o se saremo costretti, come il protagonista di Interstellar, partire per un nuovo, incredibile viaggio. Dopo tutto, lo spazio è davvero l'ultima frontiera.  

giovedì 19 gennaio 2017

ARRIVAL: IL CERCHIO IMPERFETTO DELLE NOSTRE EMOZIONI



Il 17 gennaio io e Maurizio Baiata siamo stati invitati alla visione della prima di "Arrival" dagli esponenti del Cun, che ringraziamo. Il film è stato a dir poco una rivelazione, un crescendo di emozioni e di suspance intrecciati a una profonda e struggente melanconia di fondo. La maniera in cui noi vediamo le nostre vite, che immaginiamo svolgersi su di una linea temporale continua, ci viene rinfacciata, contorta, strappata e ridata in un cerchio scomposto che è il linguaggio dei visitatori Eptapodi. Ma a fare da collante e da raison d'etre delle nostre vite (e del film) non sono le scoperte tecnologiche, le ricerche intellettuali o i costrutti mentali, bensì le emozioni. Forti, dolorose, struggenti, fisiche, quasi un colpo allo stomaco, tanto piu forte perchè percepito in un tempo non lineare, in momenti che stillano eterni, nell'estensione non finita di una consapevolezza che si estende attraverso le nervature di un linguaggio profondo e comune a tutto l'universo: quello dei sentimenti. Scopri allora che tutto si può racchiudere in un cerchio simile al simbolo dello zen, dove la circonferenza si frastaglia in onde di impressioni vissute, momenti, respiri e intenzioni, e il centro non esiste. Non andatelo a vedere questo film, andatelo ad ascoltare. Con il cuore. 

Raccomando di leggere la bellissima recensione di Maurizio Baiata qui: 
https://mauriziobaiata.net/2017/01/17/3390/








lunedì 24 ottobre 2016

TORINO Venerdi 28 ottobre 2016 ore 21 Presentazione del libro "Visitatori" di Pablo Ayo


Venerdì 28 ottobre 2016 alle ore 21 Pablo Ayo presenterà il suo libro "Visitatori" presso la libreria Arethusa di Torino a via Giolitti 18. Ingresso LIBERO.
Informazioni 
info@arethusasnc.com
libreriaarethusa@hotmail.com

venerdì 7 ottobre 2016

sabato 8 ottobre conferenza a Roma

Alieni: basi segrete, rapimenti e disclosure
Sala Italia UNAR - via Aldovrandi 16 - Roma
info 34779790